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Lavaredo Ultra Trail: la guida completa

Scritto da Valter Sponzaalpinista, titolare di Climb Service (Trieste). Pubblicato il 18 luglio 2026 · Aggiornato il 19 luglio 2026

Alle 23:00 di un venerdì di giugno, centinaia di frontali si accendono in Corso Italia e partono verso le Tre Cime di Lavaredo. 120 km, 5.800 m D+, 30 ore di tempo: la Lavaredo ha fama di gara «roulante», ma è una trappola di polivalenza — non lasciarti ingannare dai primi 50 km facili.

In sintesi

  • 120 km, 5.800 m D+, tempo massimo 30 ore — partenza venerdì alle 23:00 da Cortina
  • Indice di verticalità 45,9 m/km, corribilità teorica del 50%
  • Il vero giudice di gara: km 80-100, Forcella Zumelles e Forcella Bassa, 1.713 m D+ concentrati
  • Terreno di calcare dolomitico tagliente, radici e pietraie tecniche
  • Iscrizione: richiede un UTMB Index valido in categoria 100K o 100M

Che cosa è la Lavaredo Ultra Trail

Nata nel 2007 come corsa di 46 km, la Lavaredo è oggi un evento di cinque giorni con cinque formati — 10K, 20K, 50K, 80K e 120K — tutti con partenza e arrivo nella conca di Cortina d'Ampezzo (fonte: sito ufficiale lavaredo.utmb.world). La 120K resta la prova simbolo: si parte in Corso Italia alle 23:00 del venerdì, centinaia di frontali che risalgono la via principale sotto gli applausi (fonte: Alps2Alps).

Con il Tor des Géants condivide lo status di classica italiana, ma è un'altra gara: più corribile, più veloce, con un terreno calcareo che punisce materiale leggero e caviglie stanche.

Verticalità e terreno: la trappola della corribilità

Secondo l'analisi del coach Manuel Cavalieri, la Lavaredo ha un indice di verticalità medio di 45,9 m/km, con una corribilità teorica del 50%: sulla carta, una gara «veloce» per gli standard delle Dolomiti. Il fondo, però, alterna sentieri corribili a pietraie e ghiaioni di calcare dolomitico — tagliente quando è asciutto, scivoloso con la pioggia — che mettono alla prova caviglie e suole (fonte: Alps2Alps).

È un terreno che consuma suole e tessuti più in fretta dei sentieri terrosi delle Alpi occidentali: nella scelta di materiale e abbigliamento la resistenza all'abrasione conta quanto il peso.

Il vero crux: Forcella Zumelles e Forcella Bassa (km 80-100)

Il piano tipico è farsi ingannare dalla prima metà, molto corribile, e accelerare oltre il ritmo sostenibile (fonte: Alps2Alps). Il conto arriva tra il km 80 e il km 100: le salite di Forcella Zumelles e Forcella Bassa concentrano 1.713 m D+ su un organismo già affaticato da oltre 12 ore di corsa — secondo l'analisi tecnica di Manuel Cavalieri, è qui che si decide la gara, non nei primi chilometri roulants.

Edizione 2026: date e formati

L'edizione 2026 si svolge dal 24 al 28 giugno a Cortina d'Ampezzo; la 120K parte venerdì 26 giugno (fonti: lavaredo.utmb.world; dovemontagna.it).

FormatoCaratteristiche
120K120 km, 5.800 m D+, partenza ore 23:00, tempo massimo 30 ore
80KFormato intermedio lungo
50KPorta d'ingresso all'ultra distanza
20K / 10KFormati brevi, aperti a tutti i livelli

Le iscrizioni passano dal sistema UTMB (Running Stones e sorteggio per la 120K) e richiedono un UTMB Index valido in categoria 100K o 100M (fonte: lavaredo.utmb.world/it/registration): la domanda supera regolarmente i posti disponibili.

Il consiglio del coach: dropbag e alimentazione salata

L'uso dei bastoncini è indispensabile per risparmiare i quadricipiti sulle salite ripetute (fonte: Alps2Alps). Alla base vita di Cimabanche (km 66) conviene lasciare un dropbag strategico con scarpe fresche, calze di ricambio e cibo salato per rompere la saturazione da zucchero accumulata nelle prime ore — un dettaglio pratico che fa la differenza nella seconda metà di gara. Vedi anche come finire la Lavaredo per la strategia completa.

Come si prepara la Lavaredo 120K

La partenza alle 23:00 impone di allenare la corsa notturna: la prima notte si affronta a gara appena iniziata, la seconda con 20+ ore di fatica addosso. I tre cantieri sono la preparazione specifica (dislivello cumulato e uscite in notturna), la tecnica di corsa in montagna su fondo tecnico, e la gestione della sicurezza: nelle Dolomiti i temporali estivi arrivano rapidi e violenti, e il materiale obbligatorio UTMB esiste per questo.

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