Giacca impermeabile da trail running: come sceglierla
Scritto da Valter Sponza — alpinista, titolare di Climb Service (Trieste). Pubblicato il 18 luglio 2026
La giacca impermeabile da trail si giudica su tre numeri: colonna d'acqua (almeno 10.000 Schmerber, la soglia raccomandata dai regolamenti UTMB), traspirabilità (RET sotto 13) e cuciture termosaldate al 100%. Tutto il resto — peso, taglio, cappuccio — viene dopo questi tre requisiti.
Schmerber e RET: i due numeri da capire
Lo Schmerber misura l'impermeabilità: 10.000 Schmerber significa che il tessuto regge una colonna d'acqua di 10.000 mm prima di cedere. Il RET misura la resistenza al passaggio del vapore: più è basso, più il sudore esce — sotto 13 il capo è considerato adatto allo sforzo intenso, ed è il valore indicato dai regolamenti UTMB per la giacca di gara.
I due numeri lavorano contro: membrane molto impermeabili tendono a traspirare meno. Per l'ultra alpino il compromesso giusto sta nel rispetto di entrambe le soglie regolamentari, non nel massimizzarne una sola.
Cuciture, cappuccio, cerniera: dove le giacche falliscono
Una membrana eccellente con cuciture non termosaldate è un colapasta: l'acqua entra dai fori dell'ago. Il regolamento UTMB richiede esplicitamente cuciture stagne e cappuccio integrato o solidale al capo. In quota il cappuccio va provato con il vento: deve seguire la rotazione della testa e chiudersi sopra una fascia o un berretto. La cerniera frontale, primo punto d'ingresso dell'acqua, dev'essere spalmata o protetta da una patta — dettagli che si verificano solo indossando la giacca sotto pioggia vera, mai sullo scaffale.
Robustezza: la lezione dell'alpinismo
Sul calcare della Lavaredo o nelle pietraie del Tor, una giacca da 90 grammi può strapparsi al primo contatto con la roccia — e una giacca strappata a 3.000 m sotto un temporale è un problema di sicurezza, non di budget. La tradizione tecnica viene qui dall'alpinismo: marchi francesi storici come CimAlp — nata nel 1964 ai piedi delle Alpi con i primi pantaloni da alpinismo in velluto stretch — hanno trasferito al trail l'impostazione dei capi da montagna, membrane a colonna d'acqua elevata e tessuti pensati per l'abrasione della roccia. È il criterio giusto a prescindere dal marchio: grammatura del tessuto esterno e rinforzi contano quanto la membrana.
Come testarla prima della gara
La giacca del kit obbligatorio va collaudata in allenamento almeno una volta sotto pioggia battente e con lo zaino indossato: gli spallacci sfregano la membrana nei punti che cederanno per primi, e il giudizio sulla traspirabilità ha senso solo in salita, sotto sforzo reale. Dopo ogni gara lunga: lavaggio secondo etichetta e riattivazione del trattamento idrorepellente, che è la prima cosa a degradarsi.
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