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Bastoncini da trail running: come sceglierli

Scritto da Valter Sponzaalpinista, titolare di Climb Service (Trieste). Pubblicato il 18 luglio 2026 · Aggiornato il 1 settembre 2026

Nelle ultra alpine italiane i bastoncini pieghevoli in carbonio, riposti nel porta-bastoncini dello zaino nei tratti corribili, sono lo standard: leggeri, rapidi da estrarre, robusti a sufficienza per centinaia di chilometri di spinta.

corridore che tiene bastoncini da trail pieghevoli in carbonio ripiegati, sullo sfondo un sentiero alpino roccioso

Bastoncini pieghevoli in carbonio, lo standard in gara

Pieghevoli o telescopici

I bastoncini pieghevoli (a Z) si aprono e chiudono in pochi secondi e si ripongono nello zaino da trail senza ingombro: sono la scelta quasi universale in gara. I telescopici, regolabili su range più ampio e generalmente più economici, restano diffusi nell'escursionismo ma sono più lenti da gestire quando il terreno alterna salita e tratti corribili in rapida successione — la situazione tipica del Tor des Géants o della Lavaredo.

Bastoncino pieghevole a Z — bastoncino che si ripiega su se stesso in 3 o 4 sezioni unite da un cavo interno in tensione, sul modello dei picchetti da tenda. Si apre srotolando le sezioni e bloccandole con un fermo a scatto o a leva, non ruotando un manicotto come nel telescopico classico: il gesto richiede secondi, non decine di secondi.

La lunghezza corretta

Regola pratica: gomito a 90° con l'impugnatura in mano e la punta a terra, su terreno pianeggiante. Molti modelli pieghevoli offrono due o tre lunghezze fisse anziché la regolazione continua: nella scelta della taglia conviene privilegiare la misura più vicina a questo riferimento, accettando qualche centimetro di scarto piuttosto che una regolazione instabile sotto carico ripetuto per ore.

Tecnica: spinta attiva, non appoggio passivo

I bastoncini rendono efficaci solo con un gesto di spinta ritmica e coordinata al passo, non come semplice appoggio. In salita ripida si punta avanti e si spinge il corpo in avanti-alto, scaricando parte del lavoro dalle gambe sulle braccia; la camminata spinta con bastoncini è un gesto tecnico da allenare, non un automatismo. Nei passaggi dove servono le mani libere — catene, tratti attrezzati — si ripongono, mai lasciati appesi al polso.

Robustezza: cosa cede per primo

Sulle pietraie italiane il punto debole tipico è il sistema di bloccaggio a scatto dei modelli pieghevoli, sollecitato migliaia di volte in una gara lunga, e la punta in carburo di tungsteno — lega ultra-dura usata per resistere all'abrasione del calcare, più dura ma non indistruttibile, e comunque soggetta a consumo nel tempo. Testare il bloccaggio sotto carico reale — spinta piena, non solo peso del corpo — prima di una gara lunga evita sorprese a metà percorso.

Il carbonio non si piega, si spacca. A differenza dell'alluminio — che sotto sforzo laterale si incurva e resta comunque utilizzabile fino a fine gara — il carbonio è rigido in tutte le direzioni tranne una: una forza laterale netta, come un bastoncino incastrato tra due pietre, può romperlo di scatto e senza preavviso, secondo un confronto tecnico indipendente tra i due materiali. Tutti i cinque modelli di questa comparativa sono in carbonio: un motivo in più per non forzare mai il bastoncino incastrato, ma estrarlo verticalmente.

129 g – 728 g

Il range di peso a paio tra i cinque bastoncini pieghevoli in carbonio della comparativa qui sotto: dal Leki Ultratrail FX.One Superlite (129 g, taglia 120 cm) al Black Diamond Distance Carbon FLZ (fino a 728 g secondo la taglia) — oltre 5 volte di differenza a parità di categoria "bastoncino pieghevole da trail". Fonti: schede prodotto Leki e Black Diamond citate in fondo alla pagina.

Top 5 bastoncini pieghevoli da trail running

Cinque modelli reali, attualmente in commercio, di marchi specializzati in bastoncini da trail running e ultra-endurance — Leki, Black Diamond, Komperdell, Mountain King, Fizan. Il voto (1-5 stelle) valuta il rapporto qualità-prezzo — peso, materiale, affidabilità del sistema di chiusura rispetto alla fascia di prezzo tipica del marchio — non un prezzo pubblicato: verificare sempre la scheda prodotto aggiornata prima dell'acquisto. Selezione editoriale indipendente, senza legami commerciali né partnership.

#ModelloPeso (paio)Materiale e chiusuraVotoVerdetto
1Mountain King SkyRunner Carbon224 g (112 g x 2, taglia 120 cm)Carbonio Toray 800 con innesti in alluminio, pieghevole a Z a 4 sezioni★★★★★Il più leggero tra i modelli davvero accessibili: produzione britannica dedicata al trail.
2Komperdell Carbon FXP Ultra334 g (167 g x 2, taglia 125 cm)Carbonio ultraleggero, apertura automatica a sgancio (FXP), 3 sezioni★★★★★Si apre da solo al rilascio dalla borsa: peso vicino al top di gamma, un gradino sotto in prezzo.
3Leki Ultratrail FX.One Superlite129 g (taglia 120 cm)Carbonio HRC, pieghevole a 4 sezioni, impugnatura Trail Trigger Shark★★★★☆Il più leggero in assoluto tra i pieghevoli puri: prestazione da gara, prezzo da ammiraglia.
4Black Diamond Distance Carbon FLZ616–728 g secondo la tagliaCarbonio 100%, pieghevole a Z a 3 sezioni, bloccaggio regolabile FlickLock+★★★☆☆Regolabile su tre fasce di lunghezza e robusto, ma il più pesante del gruppo.
5Fizan Ultrax Carbon350 g (175 g x 2)Carbonio, telescopico a 3 sezioni, bloccaggio interno Flexy Locking System★★★☆☆Marchio italiano storico (dal 1947), affidabile, ma il secondo più pesante del gruppo.

Per il resto del kit obbligatorio — zaino, guscio impermeabile, luce frontale — la lista completa è nella pagina materiale ultra trail.

FAQ

Domande frequenti

Pieghevoli: più rapidi da aprire e riporre nello zaino, standard nelle gare dove si alternano salite e tratti corribili.

Il riferimento è il gomito a 90° con l'impugnatura in mano e la punta a terra su terreno pianeggiante.

Non sempre nel regolamento base, ma sono usati dalla quasi totalità dei concorrenti sulle grandi ultra alpine per l'efficienza in salita.

Il Leki Ultratrail FX.One Superlite, circa 129 g a paio in taglia 120 cm — il più leggero tra i pieghevoli in carbonio attualmente in commercio.

Sotto sforzo verticale no, sono ugualmente robusti; sotto sforzo laterale netto (bastoncino incastrato tra pietre) il carbonio può spaccarsi di scatto, mentre l'alluminio tende a incurvarsi restando utilizzabile.

Ripiegati nel porta-bastoncini laterale dello zaino da trail, mai lasciati appesi al polso con i cinghietti nei tratti dove servono le mani libere.

Sempre in coppia: la spinta simmetrica alternata è il gesto tecnico su cui si basa l'efficienza in salita, un solo bastoncino rompe la coordinazione del passo.

Aprendolo e chiudendolo più volte e spingendo a fondo sul bloccaggio con il peso del corpo, non solo appoggiandolo: è il sistema a scatto, sollecitato migliaia di volte in gara, il punto che cede per primo.

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Per approfondire