Ultra-Trail.it

Ultra-endurance in Italia

Preparazione ultra trail: il metodo

Scritto da Valter Sponzaalpinista, titolare di Climb Service (Trieste). Pubblicato il 18 luglio 2026 · Aggiornato il 19 luglio 2026

Nessuno finisce un ultra trail alpino per talento. Si finisce costruendo tre capacità nell'ordine giusto — base aerobica, dislivello cumulato, abitudine alla notte — e inseguendo un solo obiettivo: non il tempo, il margine.

In sintesi

  • Il dislivello settimanale conta più del chilometraggio: si allena salendo E scendendo
  • Il lungo progressivo e il back-to-back sono il laboratorio di gara — materiale e alimentazione compresi
  • Le grandi ultra italiane si corrono di notte: va allenata la corsa in notturna, non solo la distanza
  • Cinque errori eliminano più amatori di chiunque altro: vedi la tabella in fondo alla pagina
01

Il principio: allenare la specificità della gara

La preparazione si costruisce sulla gara scelta, non su tabelle generiche. Una 120K dolomitica con 30 ore di tempo massimo e una 330 km con 150 ore sono sport diversi: la prima si corre, la seconda si gestisce. Prima di pianificare, servono tre numeri della propria gara: distanza, dislivello totale e barriere orarie (pubblicati nei regolamenti ufficiali — per il Tor des Géants torxtrail.com, per la Lavaredo lavaredo.utmb.world).

Da lì si deduce il ritmo medio richiesto: 120 km in 30 ore sono 4 km/h di media soste comprese; 330 km in 150 ore sono 2,2 km/h. Numeri bassi sulla carta, spietati con 5.800 o 24.000 m di dislivello sulle gambe.

02

Dislivello cumulato: la moneta dell'ultra alpino

Il chilometraggio settimanale conta meno del dislivello settimanale. La montagna si allena salendo e soprattutto scendendo: la discesa distrugge i quadricipiti con contrazioni eccentriche che la corsa in piano non allena mai — al Tor la discesa cumulata supera i 23.000 m.

La progressione utile: aumentare gradualmente il D+ settimanale fino ad avvicinare, nelle settimane di carico, una frazione significativa del dislivello di gara, con uscite lunghe che combinano più salite consecutive. La tecnica di salita e discesa — camminata spinta, uso dei bastoncini, appoggi in discesa — si allena negli stessi chilometri.

03

Il lungo progressivo e il back-to-back

L'uscita lunga è il laboratorio della gara: si testano alimentazione, materiale e ritmo insieme. Per gli ultra oltre le 20 ore funziona il back-to-back — due uscite lunghe in due giorni consecutivi — che insegna a partire già stanchi senza il rischio di un'unica uscita monstre. Ogni lungo va usato anche come prova generale dello zaino e del materiale obbligatorio: in gara non si indossa nulla di nuovo.

04

Corsa notturna: allenarla prima della gara

Tutte le grandi ultra italiane si giocano di notte: la Lavaredo parte alle 23:00, al Tor si attraversano quattro o cinque notti consecutive. Servono almeno alcune uscite in notturna con la frontale di gara: il ritmo percepito cambia, gli appoggi rallentano, la sonnolenza tra le 2 e le 5 del mattino va conosciuta prima di incontrarla in quota. La strategia completa del sonno per le gare oltre i 200 km è nella guida come finire il Tor.

05

Gli errori che eliminano gli amatori

ErroreConseguenza
Solo chilometri in pianoQuadricipiti distrutti alla terza discesa
Partire al ritmo dei primiCrisi energetica prima di metà gara
Materiale mai testatoVesciche, sfregamenti, ritiro evitabile
Nessuna uscita notturnaCrollo del ritmo alla prima notte
Ignorare il meteo alpinoIpotermia — vedi sicurezza in montagna

FAQ

Domande frequenti

Per approfondire