Alimentazione ultra trail: la strategia
Scritto da Valter Sponza — alpinista, titolare di Climb Service (Trieste). Pubblicato il 18 luglio 2026 · Aggiornato il 6 agosto 2026
Oltre le 3 ore di sforzo servono fino a 90 g di carboidrati all'ora, contro i 30 g delle prime 1-2 ore: la quantità cresce con la durata, non resta costante. Il limite è l'assorbimento intestinale, non la disponibilità di prodotti.
Quanti carboidrati servono, e perché la quantità cresce
| Durata dello sforzo | Carboidrati/ora |
|---|---|
| 1-2 ore | ~30 g |
| 2-3 ore | ~60 g |
| Oltre 3 ore | 60-90 g |
L'intestino assorbe normalmente circa 60 g di glucosio all'ora; con miscele glucosio-fruttosio in rapporto 2:1 si arriva a 90 g o più, perché i due zuccheri usano trasportatori intestinali diversi (fonte: Enervit). È la ragione per cui i gel da ultra trail combinano spesso i due zuccheri.
Perché il rapporto 2:1 funziona
Il glucosio (o maltodestrina) satura il trasportatore intestinale SGLT1 a circa 60 g/ora; oltre quella soglia il fruttosio, che usa un trasportatore diverso (GLUT5), aggiunge assorbimento invece di competere per lo stesso canale. La combinazione 60 g glucosio + 30 g fruttosio aumenta l'ossidazione dei carboidrati del 50% rispetto al solo glucosio, riducendo anche il disagio gastrointestinale.
Fonte: Jeukendrup, Sports Medicine, 2014; Gatorade Sports Science Institute
Sodio e idratazione
L'indicazione generale è 150-250 ml di bevanda ogni 20 minuti circa, con una concentrazione di sodio tra 0,4 e 1,1 g/litro. Il sodio non serve solo a compensare il sudore: favorisce l'assorbimento intestinale del glucosio tramite il trasportatore SGLT1. In quota, con temperature più basse rispetto alla pianura ma sforzo prolungato, il fabbisogno di sodio non scompare — cala solo la percezione della sete.
Attenzione — l'iponatriemia esiste anche al contrario: il rischio maggiore non è bere troppo poco, ma bere troppo. L'iponatriemia da sforzo — sodio nel sangue sotto la soglia normale — nasce quasi sempre da un eccesso di liquidi, non da una carenza di sale: secondo la conferenza internazionale di consenso sul tema, è il volume di liquidi ingeriti, non la quantità di sodio assunta, a determinare la concentrazione finale di sodio nel sangue. La strategia più sicura è bere in base alla sete reale, non a un programma orario fisso.
30%
Dei finisher testati alla Western States Endurance Run (161 km) nel 2009 aveva iponatriemia da sforzo al termine della gara (14 su 47 partecipanti allo studio).
Fonte: Hoffman & Stuempfle, International Journal of Sports Physiology and Performance, 2012
Alternare le consistenze per evitare la fatica gustativa
Oltre le 4 ore di sforzo, mangiare solo gel diventa insostenibile per il palato e lo stomaco. La strategia efficace alterna gel, barrette, chews e cibo solido offerto ai ristori, coprendo lo stesso fabbisogno energetico con stimoli diversi. Ogni 7-8 ore conviene fermarsi per un pasto completo, con proteine oltre ai carboidrati — esattamente il ruolo delle basi vita nelle gare lunghissime.
Testare tutto prima della gara
Nessun prodotto va provato per la prima volta il giorno di gara: lo stomaco sotto sforzo prolungato reagisce in modo diverso rispetto al riposo. I lunghi di preparazione servono anche a calibrare quantità, tempistica e tipo di prodotto — gel, barrette, cibo salato — che funzionano per il proprio stomaco specifico.
FAQ
Domande frequenti
Fonti di questa pagina
- https://www.enervit.com/it/magazine/nutrizione-mirata-per-il-trail-running
- https://link.springer.com/article/10.1007/s40279-014-0148-z
- https://www.gssiweb.org/sports-science-exchange/article/sse-108-multiple-transportable-carbohydrates-and-their-benefits
- https://www.frontiersin.org/journals/medicine/articles/10.3389/fmed.2017.00021/full
- https://cupola.gettysburg.edu/healthfac/16/
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