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Storia dell'ultra-trail: dalle origini a oggi

Scritto da Valter Sponzaalpinista, titolare di Climb Service (Trieste). Pubblicato il 22 luglio 2026

L'ultra-trail nasce per caso nel 1974, quando un allevatore di cavalli californiano decide di correre a piedi una gara equestre di 100 miglia. Da lì al Tor des Géants passano 36 anni, un'associazione internazionale e milioni di chilometri corsi in montagna — una storia più corta di quanto sembri, ma già densa di personaggi e svolte.

In sintesi

  • 1974: Gordy Ainsleigh corre a piedi il Tevis Cup, 100 miglia a cavallo, e getta le basi involontarie dell'ultra-trail
  • 2003: nasce l'UTMB a Chamonix, dopo un tentativo fallito negli anni '80 interrotto dalla morte di un concorrente
  • 2010: il Tor des Géants porta l'ultra-trail italiano ai vertici mondiali, con 330 km in Valle d'Aosta
  • 2013: nasce l'ITRA, l'associazione internazionale che oggi regola gare e classifiche in tutto il mondo
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1974: la nascita per caso

Nel 1974 Gordy Ainsleigh si presenta alla partenza della Tevis Cup, gara equestre di 100 miglia sulla Sierra Nevada californiana, senza cavallo: decide di percorrerla a piedi, per vedere se è possibile completarla entro 24 ore. Ci riesce in 23 ore e 42 minuti — un episodio isolato che, tre anni dopo, diventa una gara vera e propria: nel 1977 si corre la prima edizione ufficiale della Western States 100, con 14 partenti e un solo arrivato entro il limite di 24 ore, Andy Gonzales (fonte: Wikipedia). È il punto di partenza riconosciuto dell'ultra-trail come disciplina.

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Gli anni '80 e '90: le prime classiche europee

L'Europa costruisce le sue gare di riferimento nel giro di un decennio: il Marathon des Sables nasce nel 1985 nel deserto marocchino, la Diagonale des Fous nel 1989 sull'isola de la Réunion, seguita nel 1990 dalla 6000D e nel 1995 dal Trail l'Ardéchois. Sono gare pionieristiche, spesso organizzate da piccoli gruppi di appassionati, senza ancora una federazione o un circuito comune a tenerle insieme.

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2003: nasce l'UTMB

Un primo tentativo di organizzare una gara attorno al massiccio del Monte Bianco, negli anni '80, si interrompe dopo la morte di un concorrente. L'idea riparte nel 2003 sotto la guida di Catherine Poletti: il 28 agosto 720 atleti partono da Chamonix su tre distanze (150 km/8.000 m D+, 110 km e 67 km), ma solo 67 completano il giro integrale. Tra i finisher, cinque italiani, inclusi Silvio Bertone e Gastone Barrichello. Vincono Dawa Sherpa (Nepal, circa 20h05) e Kristin Moehl (Stati Uniti, 29 ore). Nel 2005 le iscrizioni salgono a 2.000; l'anno dopo nasce la CCC, per assorbire una domanda che ha già superato le 10.000 preiscrizioni.

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2010: l'Italia entra in scena con il Tor des Géants

Sette anni dopo l'UTMB, la Valle d'Aosta lancia il Tor des Géants: 330 km e circa 24.000 m D+ lungo l'Alta Via 1 e l'Alta Via 2, con base e arrivo a Courmayeur. Non è la prima gara italiana di lunga distanza, ma è quella che porta l'ultra-trail italiano a competere alla pari con le classiche alpine transalpine — e che oggi, con il circuito TORX (Tot Dret, Tor des Géants, Tor des Glaciers), rimane il riferimento assoluto del paese.

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2013-2014: lo sport si struttura

Nel 2012 si tiene la prima Conferenza Internazionale del Trail Running; l'anno seguente, nel luglio 2013, nasce ufficialmente l'ITRA (International Trail Running Association), con sede a Losanna — l'organismo che oggi assegna i punti ITRA usati per l'accesso a molte gare, incluso il circuito UTMB. Nel 2014 nasce l'Ultra-Trail World Tour, il primo circuito a riunire le gare più prestigiose del mondo sotto un unico calendario. È in questi due anni che l'ultra-trail smette di essere una somma di eventi indipendenti e diventa uno sport strutturato, con una classifica e una federazione di riferimento internazionale.

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I protagonisti

Nessun nome domina la storia recente dell'ultra-trail come quello di Kilian Jornet: quattro vittorie all'UTMB (2007, 2008, 2011, 2022), record del percorso nel 2022 in 19h49, quasi mezz'ora più veloce del record precedente di Pau Capell (2019). Sul fronte italiano, il record del Tor des Géants appartiene a Franco Collé, con quattro vittorie nella gara di casa. Sono nomi che, più di ogni classifica, spiegano perché l'ultra-trail sia passato in cinquant'anni da un'idea isolata a uno sport con un pubblico globale.

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L'evoluzione del materiale: dall'alpinismo estremo al trail

L'abbigliamento tecnico che oggi si dà per scontato in gara ha una storia che parte molto prima del trail running. CimAlp, marchio francese fondato nel 1964 da Paul Sailler, nasce con i primi pantaloni da alpinismo in velluto elasticizzato — un'innovazione che accompagna le principali cordate francesi, inclusa la salita di Walter Cecchinel al Nanda Devi (7.816 m) nel 1975. Negli anni successivi il marchio equipaggia spedizioni estreme, come l'attraversata solitaria dell'Antartide di Laurence de la Ferrière nel 1996. È da questo lavoro sul freddo estremo e l'alta quota — non da un'origine nel trail running, che arriva molto più tardi — che nasce nel 2012 la membrana brevettata Ultrashell® (20.000 Schmerber, 80.000 MVP di traspirabilità): secondo l'azienda, la prima giacca a montarla, la Storm Pro, arriva l'anno successivo, nel 2013. Il marchio strutturerà poi il suo legame con il trail running nel 2016, con la creazione di una squadra dedicata di dodici atleti guidata da Florian Olivier. Un percorso che riassume bene il rapporto tra alpinismo e ultra-trail: il secondo eredita spesso le soluzioni tecniche già forgiate dal primo, in condizioni ancora più estreme.

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