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Gestione del sonno in ultra trail: il protocollo completo

Scritto da Valter Sponzaalpinista, titolare di Climb Service (Trieste). Pubblicato il 19 luglio 2026

Dopo 24 ore di veglia, la privazione di sonno agisce sull'organismo come uno stato di ebbrezza: lucidità, riflessi e coordinazione crollano (fonte: RaidLight). Su un formato di 30 ore o più, non dormire non fa risparmiare tempo — lo fa perdere. Ecco il protocollo per gestirlo.

In sintesi

  • Costruire una banca del sonno nei 2-3 giorni prima della gara riduce il deficit di partenza
  • Il creux circadiano (3-5 del mattino) è il momento di massimo rischio: usa la caffeina in modo strategico, non continuo
  • Una micro-sieste di 5-20 minuti ha un effetto di reset cerebrale spettacolare
  • Non dormire per 'guadagnare tempo' è un'illusione: si finisce per procedere a 3 km/h in modalità sonnambula
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La preparazione invisibile: costruire una banca del sonno

Non si può accumulare sonno all'infinito, ma aumentare le ore di riposo nelle 2-3 notti precedenti la gara riduce significativamente il deficit di partenza (fonte: RaidLight). Al contrario, dormire poco o male la notte prima si paga caro già nelle prime ore della notte di gara.

Integra nella preparazione sedute molto presto al mattino o molto tarde la sera, per abituare corpo e mente allo sforzo notturno. Partecipare a gare di preparazione con partenza notturna o arrivo tardivo è un ottimo modo per rompere la barriera mentale della notte prima dell'appuntamento importante.

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Il creux circadiano: le 3-5 del mattino

Tra le 3 e le 5 del mattino la temperatura corporea scende e la pressione del sonno è massima: è il momento in cui il rischio di «colpo di sonno» è più alto. La caffeina va usata in modo strategico, non continuo dal via: saturare i recettori troppo presto ne annulla l'effetto nel momento in cui serve davvero. Pianifica la sua assunzione (capsule o gel specifici) appena prima delle difficoltà maggiori della notte o nel cuore del creux circadiano.

Se sai che ti aspetta un tratto tecnico o una discesa impegnativa nel cuore della notte, pianifica un ristoro o una breve pausa subito prima per ricentrarti mentalmente, come raccomandano i coach del Tor des Géants.

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La micro-sieste: il pulsante reset

Se gli occhi iniziano a chiudersi o gli sbadigli diventano incontrollabili, non aspettare la caduta: applica il protocollo della micro-sieste.

RegolaPerché conta
Durata: 5-20 minutiEffetto di reset cerebrale spettacolare, anche in 5 minuti
Sveglia impostata sempreLibera la mente dall'ansia di non svegliarsi, permette di addormentarsi subito
Luogo riparatoBasi vita o rifugi, mai a terra all'aperto in quota di notte
Vestirsi prima di fermarsiGiacca calda e impermeabile indossata prima di chiudere gli occhi

Il rischio di ipotermia durante un arresto forzato in quota è molto alto: non addormentarti mai a terra, all'aperto, di notte (fonte: TrailRunningMovement) — vedi anche sicurezza in montagna.

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L'illusione del tempo guadagnato

È l'errore classico di chi scopre questi formati per la prima volta: credere che non dormire faccia risparmiare tempo. È un'illusione (fonte: TrailRunningMovement). La privazione estrema distrugge il ritmo, fa procedere in modalità «sonnambula» a circa 3 km/h e provoca errori di percorso. Fermarsi 10 minuti per dormire permette di ripartire a un buon ritmo, piuttosto che trascinare il corpo al rallentatore per ore.

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Le allucinazioni: riconoscerle e disinnescarle

Le allucinazioni in ultra trail non sono folklore da corridori stanchi: sono un segnale d'allarme del cervello. Per compensare la mancanza di informazioni sensoriali, il cervello affaticato inizia a «inventare» e deformare la percezione — i rilievi del terreno si modificano, le ombre di alberi o rocce si trasformano in sagome umane, a volte con l'impressione di compagni immaginari che corrono a fianco (fonte: RaidLight; Run the Alps).

Non cercare di «combattere» le allucinazioni per orgoglio. I segnali precursori da non ignorare: cervello annebbiato, palpebre pesanti, sbadigli ripetuti e incontrollabili. Appena compaiono, il protocollo è lo stesso della micro-sieste: 5-20 minuti, sveglia impostata, luogo riparato, strato termico indossato prima di fermarsi. Affrontare un passaggio tecnico o una discesa impegnativa con gli occhi che si chiudono è il modo più diretto per farsi male seriamente.

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Domande frequenti

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