Gestione del sonno in ultra trail: il protocollo completo
Scritto da Valter Sponza — alpinista, titolare di Climb Service (Trieste). Pubblicato il 19 luglio 2026 · Aggiornato il 6 agosto 2026
Dopo 24 ore di veglia, la privazione di sonno agisce sull'organismo come uno stato di ebbrezza: lucidità, riflessi e coordinazione crollano (fonte: RaidLight). Su un formato di 30 ore o più, non dormire non fa risparmiare tempo — lo fa perdere. Ecco il protocollo per gestirlo.

Notte in quota
In sintesi
- Costruire una banca del sonno nei 2-3 giorni prima della gara riduce il deficit di partenza
- Il creux circadiano (3-5 del mattino) è il momento di massimo rischio: usa la caffeina in modo strategico, non continuo
- Una micro-sieste di 5-20 minuti ha un effetto di reset cerebrale spettacolare
- Non dormire per 'guadagnare tempo' è un'illusione: si finisce per procedere a 3 km/h in modalità sonnambula
La preparazione invisibile: costruire una banca del sonno
Non si può accumulare sonno all'infinito, ma aumentare le ore di riposo nelle 2-3 notti precedenti la gara riduce significativamente il deficit di partenza (fonte: RaidLight). Al contrario, dormire poco o male la notte prima si paga caro già nelle prime ore della notte di gara.
Integra nella preparazione sedute molto presto al mattino o molto tarde la sera, per abituare corpo e mente allo sforzo notturno. Partecipare a gare di preparazione con partenza notturna o arrivo tardivo è un ottimo modo per rompere la barriera mentale della notte prima dell'appuntamento importante.
17h ≈ 0,05%
Dopo 17 ore di veglia continua, la compromissione cognitiva misurata equivale al limite legale di guida in Italia (0,5 g/l di alcol nel sangue).
Fonte: Dawson & Reid, Nature, 1997
24h ≈ 0,10%
Dopo 24 ore di veglia — un formato lungo come la Lavaredo — l'equivalente supera abbondantemente il limite legale italiano.
Fonte: stesso studio, Nature, 1997
Il creux circadiano: le 3-5 del mattino
Creux circadiano
Il calo biologico di temperatura corporea e vigilanza che si verifica tra le 3 e le 5 del mattino, indipendentemente da quante ore si è già dormito. È il punto del ciclo circadiano in cui la pressione del sonno è massima: il momento di rischio più alto per il colpo di sonno in gara.
Tra le 3 e le 5 del mattino la temperatura corporea scende e la pressione del sonno è massima: è il momento in cui il rischio di «colpo di sonno» è più alto. La caffeina va usata in modo strategico, non continuo dal via: saturare i recettori troppo presto ne annulla l'effetto nel momento in cui serve davvero. Pianifica la sua assunzione (capsule o gel specifici) appena prima delle difficoltà maggiori della notte o nel cuore del creux circadiano.
Se sai che ti aspetta un tratto tecnico o una discesa impegnativa nel cuore della notte, pianifica un ristoro o una breve pausa subito prima per ricentrarti mentalmente, come raccomandano i coach del Tor des Géants.
La micro-sieste: il pulsante reset
Se gli occhi iniziano a chiudersi o gli sbadigli diventano incontrollabili, non aspettare la caduta: applica il protocollo della micro-sieste.
| Regola | Perché conta |
|---|---|
| Durata: 5-20 minuti | Effetto di reset cerebrale spettacolare, anche in 5 minuti |
| Sveglia impostata sempre | Libera la mente dall'ansia di non svegliarsi, permette di addormentarsi subito |
| Luogo riparato | Basi vita o rifugi, mai a terra all'aperto in quota di notte |
| Vestirsi prima di fermarsi | Giacca calda e impermeabile indossata prima di chiudere gli occhi |
+34% / +54%
Miglioramento di prestazione e vigilanza dopo un pisolino di 26 minuti in piloti di lungo raggio, rispetto a chi non si è fermato.
Fonte: Rosekind et al., Journal of Sleep Research, 1995 (NASA Ames)
Il rischio di ipotermia durante un arresto forzato in quota è molto alto: non addormentarti mai a terra, all'aperto, di notte (fonte: TrailRunningMovement) — vedi anche sicurezza in montagna.
Consiglio pratico: decidi in anticipo, non alle 3 del mattino con la mente annebbiata, dove farai un'eventuale sosta sonno — quale base vita o rifugio lungo il tuo percorso. Una decisione presa lucidi in fase di pianificazione vale più di una presa a fatica in corsa.
L'illusione del tempo guadagnato
È l'errore classico di chi scopre questi formati per la prima volta: credere che non dormire faccia risparmiare tempo. È un'illusione (fonte: TrailRunningMovement): la privazione estrema distrugge il ritmo più di quanto lo protegga.
Da evitare
- Continuare oltre i primi segnali di sonnolenza per «non perdere tempo»
- Procedere in modalità «sonnambula» a circa 3 km/h
- Accumulare errori di percorso per mancanza di lucidità
Da privilegiare
- Fermarsi 10 minuti appena compaiono i segnali
- Ripartire a un ritmo efficiente dopo la sosta
- Trattare la sosta come un guadagno di tempo, non una perdita
Le allucinazioni: riconoscerle e disinnescarle
Le allucinazioni in ultra trail non sono folklore da corridori stanchi: sono un segnale d'allarme del cervello. Per compensare la mancanza di informazioni sensoriali, il cervello affaticato inizia a «inventare» e deformare la percezione — i rilievi del terreno si modificano, le ombre di alberi o rocce si trasformano in sagome umane, a volte con l'impressione di compagni immaginari che corrono a fianco (fonte: RaidLight; Run the Alps).
Non cercare di «combattere» le allucinazioni per orgoglio. I segnali precursori da non ignorare: cervello annebbiato, palpebre pesanti, sbadigli ripetuti e incontrollabili. Appena compaiono, il protocollo è lo stesso della micro-sieste: 5-20 minuti, sveglia impostata, luogo riparato, strato termico indossato prima di fermarsi. Affrontare un passaggio tecnico o una discesa impegnativa con gli occhi che si chiudono è il modo più diretto per farsi male seriamente.
FAQ
Domande frequenti
Fonti di questa pagina
- https://raidlight.com/en/blogs/conseils-guides-plans-entrainement/dormir-en-ultra-trail
- https://trailrunningmovement.com/it/allenamento/5-consigli-tor-des-geants/
- https://www.coach4runners.com/torx-2025-tor-des-geants-tor-des-glaciers-guida-completa/
- https://www.runthealps.com/blog/running-tor-des-geants-courage-isnt-always-quite-what-it-seems/
- https://www.nature.com/articles/40775
- https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/j.1365-2869.1995.tb00229.x
- https://www.sleepfoundation.org/sleep-hygiene/nasa-nap
- https://www.aci.it/mobilita/alcol-e-guida/
Per approfondire