Ipotermia in montagna: riconoscerla e intervenire
Scritto da Valter Sponza — alpinista, titolare di Climb Service (Trieste). Pubblicato il 20 luglio 2026
L'ipotermia in montagna nasce quasi sempre dalla combinazione di bagnato, vento e stanchezza, non dal freddo estremo da solo. I segnali sono progressivi: riconoscerli in tempo, prima che i brividi cessino, è quello che permette di intervenire mentre è ancora facile farlo.
In sintesi
- Nasce dalla combinazione bagnato + vento + stanchezza, più che dal freddo estremo isolato
- Segnali progressivi: brividi intensi, poi confusione, parola impastata, infine arresto dei brividi
- L'arresto dei brividi è il segnale più grave: il corpo ha smesso di combattere
- La prevenzione — vestirsi prima del colle esposto — vale più di qualsiasi intervento successivo
Come si sviluppa: i quattro stadi
L'ipotermia progredisce per stadi riconoscibili, non compare all'improvviso:
| Stadio | Segnali |
|---|---|
| Iniziale | Brividi intensi, mani fredde, voglia di muoversi per scaldarsi |
| Moderato | Confusione lieve, coordinazione ridotta, parola meno chiara |
| Avanzato | Parola impastata, gesti scoordinati, apatia crescente |
| Grave | Arresto dei brividi — il corpo ha smesso di generare calore attivamente |
Il punto critico da conoscere: quando i brividi cessano, la situazione è già grave, non migliorata. È il contrario di quello che l'intuizione suggerisce.
Perché il bagnato conta più del freddo
L'acqua conduce il calore corporeo molto più velocemente dell'aria: un capo bagnato, anche a temperature non estreme, raffredda il corpo molto più di un'aria secca e fredda. È la ragione per cui il materiale obbligatorio delle ultra trail impone una giacca impermeabile e non solo un capo caldo: la combinazione bagnato più vento è il vero innesco, molto più della temperatura assoluta segnata dal termometro.
Prevenzione: vestirsi prima, non dopo
La prevenzione efficace è vestirsi prima di arrivare al colle esposto, non dopo aver iniziato a sentire freddo: strato caldo e giacca indossati al riparo, prima del vento, valgono più di qualsiasi capo tecnico messo tardi quando il corpo ha già iniziato a raffreddarsi. Vale lo stesso principio per le soste sonno in quota: mai fermarsi senza aver prima indossato uno strato termico.
Cosa fare sul campo
Di fronte a sintomi di ipotermia su un compagno: portarlo al riparo dal vento, isolarlo da terra (anche solo uno zaino sotto il corpo riduce la dispersione), sostituire gli strati bagnati con strati asciutti, offrire zuccheri se la persona è cosciente e in grado di deglutire, e dare l'allarme. In gara, il primo canale è il numero di emergenza dell'organizzazione; fuori gara, il 112 chiedendo il Soccorso Alpino. Non massaggiare le estremità né somministrare alcolici: entrambi peggiorano la situazione spostando sangue freddo verso il centro del corpo.
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