TDS: consigli da veterano
Scritto da Valter Sponza — alpinista, titolare di Climb Service (Trieste). Pubblicato il 23 agosto 2026
La TDS è la più dislivellata delle grandi gare della settimana UTMB, e i suoi finisher lo raccontano senza filtri: un'edizione dove il meteo ha mostrato il suo peggio, una discesa che merita rispetto più che fretta, errori di preparazione che si ripetono. Ecco cosa sa solo chi l'ha già corsa.
In sintesi
- Nel 2023, edizione riconosciuta come meteorologicamente eccezionale, il percorso ha mostrato neve, nebbia e vento simultanei su più settori
- Bourg-Saint-Maurice-Passeur de Pralognan è il dislivello continuo più grande del percorso, spesso affrontato nel caldo del pomeriggio
- Il sacco di deposito si ritira a Beaufort, non a Bourg-Saint-Maurice — confermato dalla fonte ufficiale
- I quadricipiti cedono spesso dalla 18ª-20ª ora per mancanza di allenamento specifico in discesa
Materiale: un'edizione che ha già mostrato il peggio
Il kit obbligatorio base è quello standard del circuito. Nel 2023 — un'edizione riconosciuta come meteorologicamente eccezionale, non la norma di ogni anno — i finisher hanno raccontato condizioni estreme su più settori: neve e percepita di -10°C al Col Chavannes (km 20, 2.580 m) durante la prima notte, con dolore alle dita nonostante i guanti da sci; nebbia, vento, neve e pioggia insieme al Passo del Piccolo San Bernardo (km 36), descritto da un finisher come "il peggior momento della gara"; tempesta di neve con visibilità sotto i 10 metri tra Cormet de Roselend e La Gittaz; allerta ipotermia nel settore del Signal (km 115, seconda notte) nonostante una giacca Gore-Tex, per i piedi bagnati.
Il punto non è che queste condizioni si ripetano ogni anno, ma che il percorso le ha già mostrate: chi corre la TDS sa che il materiale obbligatorio è un minimo, non un margine di sicurezza garantito in ogni scenario.
Bon plan: le guide categoria per categoria sono su materiale obbligatorio — questa pagina copre solo ciò che cambia in base al percorso specifico della TDS.
Ravitaillement: dove mangiare, dove non fermarsi
12 posti di ristoro principali, con assistenza ammessa quasi ovunque. Un pasto caldo è servito a Beaufort, un pasto di fine gara a Chamonix. Il posto di Saez, a 3 km da Bourg-Saint-Maurice, è giudicato superfluo da un finisher; quello di Les Contamines (km 122,7) è invece lontano dal centro abitato, con cibo non sempre facile da trovare. A Beaufort, la barriera linguistica può complicare la richiesta di zuppa, e il cibo migliore va spesso prima agli atleti élite — un finisher segnala che le cialde Näak si esauriscono per i non-élite, e raccomanda di portare la propria riserva piuttosto che contarci.
Il sacco di deposito: dove si ritira davvero
Un sacco di deposito, ritirato al ritiro pettorali: si recupera a Beaufort, poi a Chamonix — confermato dalla fonte ufficiale (informazioni pratiche UTMB). Alcune fonti secondarie indicano Bourg-Saint-Maurice come punto di deposito: non è corretto per l'edizione attuale, verificato direttamente sulla pagina ufficiale.
Il ritmo: dove si rompe la gara
Da Bourg-Saint-Maurice (km 50,6) al Passeur de Pralognan (km 61-62) si trova il dislivello continuo più grande del percorso, circa 1.900 m, spesso affrontato nel pieno caldo del primo pomeriggio — resoconti di finisher descrivono corridori in lacrime o addormentati sul sentiero in questo tratto. La discesa che segue, verso Cormet de Roselend e La Gittaz, attraversa un caos di blocchi rocciosi che riduce il passo a quello di una lumaca.
Il Passeur de Pralognan stesso (2.552-2.567 m) è una discesa molto ripida, attrezzata con corde e maniglie: nel 2021 un incidente mortale su questo stesso tratto ha portato alla neutralizzazione della gara (fonte: presse). Non è un dettaglio per allarmare, ma per inquadrare correttamente il tratto: qui conta la prudenza più della velocità, indipendentemente da quanto si è allenati.
Beaufort (km 91,9) è un punto di svolta mentale documentato da più finisher — uno racconta di aver seriamente considerato il ritiro dopo una distorsione alla caviglia proprio in questo tratto. La salita finale verso Bellevue e Les Houches (km 130-141 circa) è descritta come "subdola": la più secca del percorso, con un rischio concreto di ipoglicemia per chi arriva già a corto di energie.
Gli errori che i finisher raccontano di più
- Non allenare la discesa in modo specifico. Un finisher racconta quadricipiti distrutti dalla 18ª-20ª ora, per mancanza di lavoro eccentrico in allenamento — e sconsiglia la TDS come primo "major" del circuito per chi non l'ha fatto.
- Non ricognire il Passeur de Pralognan in anticipo. Una finisher raccomanda esplicitamente di visitare il settore prima della gara, per disinnescare l'apprensione il giorno della corsa.
- Non mangiare con regolarità nel Beaufortain. Con temperature pomeridiane di 25-30°C tra Bourg-Saint-Maurice e Beaufort, saltare i pasti ogni 30-40 minuti espone al rischio di un calo energetico termico.
- Non testare materiale e nutrizione prima della gara. Un finisher racconta problemi con burrocacao e crema solare mal applicati, scoperti solo durante la corsa.
- Perdere tempo su piccoli dettagli a fine gara. Lacci da riallacciare, giacca a vento mal riposta, frontale da sistemare — micro-perdite che si accumulano proprio quando restano meno risorse per recuperarle.
FAQ
Domande frequenti
Fonti di questa pagina
- https://montblanc.utmb.world/races-runners/runners/infos-pratiques
- https://firstquartilerunners.wordpress.com/2024/08/19/tds-2023-le-froid-la-pluie-la-neige-mais-que-du-bonheur/
- https://www2.u-trail.com/lenfer-sur-la-tds/
- https://www.lyoncapitale.fr/actualite/chamonix-drame-sur-l-utmb-un-coureur-tcheque-chute-et-perd-la-vie
- https://blog.concannon.tech/adventures/tds/
- https://uhltra.substack.com/p/tds-august-2024
- https://alpineultrarunning.com/2025/01/07/tds-by-utmb-race-report/
- https://www2.u-trail.com/le-passeur-de-pralognan-me-faisait-peur-mon-conseil-pour-aborder-plus-sereinement-la-tds/
Per approfondire