CCC: consigli da veterano
Scritto da Valter Sponza — alpinista, titolare di Climb Service (Trieste). Pubblicato il 23 agosto 2026
La CCC ha fama di gara "rullabile", ma i finisher raccontano un'altra storia: una discesa-trappola dopo il Grand Col Ferret, una regola di assistenza cambiata nel 2026, errori che si ripetono edizione dopo edizione. Ecco cosa sa solo chi l'ha già corsa.
In sintesi
- Dal 2026 l'assistenza a Trient è soppressa, sostituita da un sacco di alleggerimento Courmayeur-Champex-Lac
- La discesa Grand Col Ferret-La Fouly (~20 km) è la trappola di ritmo più citata dai finisher
- Bastoncini indicati come il materiale più determinante da più resoconti indipendenti
- L'euforia mal gestita a Champex-Lac costa in media diverse ore ai finisher che la raccontano
Materiale: cosa serve davvero, e dove
Il kit obbligatorio base è quello standard del circuito. Ruth Croft, vincitrice della CCC, raccomanda i bastoncini come indispensabili su ogni salita superiore ai 30 minuti — non un optional per chi corre la sua prima 100 km alpina. Diversi resoconti convergono sullo stesso punto: chaussures Hoka Stinson giudicate instabili su terreno grasso, La Sportiva Prodigio Pro efficaci sul fango, lana merino che regge bene gli sbalzi termici. Un'edizione descritta come "dove è andato tutto storto" dal suo stesso autore racconta di guanti sottili strappati durante l'infilata al Grand Col Ferret, sotto pioggia e vento con visibilità inferiore ai 2 metri — un dettaglio da non sottovalutare nella scelta dei guanti di riserva.
Bon plan: le guide categoria per categoria sono su materiale obbligatorio — questa pagina copre solo ciò che cambia in base al percorso specifico della CCC.
Ravitaillement: dove mangiare, dove non fermarsi
Trient è a 16,5 km da Champex-Lac, La Fouly a 14,5 km da Arnouvaz. Vermicelli spessi, riso e pasta calda sono serviti sulla maggior parte dei posti, con NAAK come partner nutrizionale ufficiale ed esclusivo. Un finisher segnala due punti d'acqua non ufficiali — un ruscello 5-7 km dopo Champex, un altro a Praz-de-Fort prima della salita di Champex — utili da conoscere ma da non considerare come alternativa affidabile ai ristori ufficiali.
Il sacco di alleggerimento: la novità 2026
Un sacco di deposito, ritirato al ritiro pettorali: si recupera a Champex-Lac, poi a Chamonix (fonte: informazioni pratiche ufficiali UTMB). La novità dell'edizione 2026: l'assistenza personale a Trient è soppressa, sostituita da un sacco di alleggerimento depositato a Courmayeur prima della partenza e recuperabile a Champex-Lac — un cambio di regola recente, da non dare per scontato se si è corsa un'edizione precedente. Due consigli ricorrenti nei resoconti dei finisher: cambio completo di vestiti a Champex o La Fouly per affrontare il freddo notturno svizzero, e cambio delle scarpe a fine gara — non solo per i piedi, anche per il reset mentale che offre.
Il ritmo: dove si rompe la gara
La discesa dal Grand Col Ferret verso La Fouly (circa 20 km) è la trappola più citata: il tratto ha fama di essere rullabile, e chi lo spinge troppo forte lo paga poco dopo con una marcia forzata. A La Fouly (km 42), la fame arriva a chi ha ignorato i primi segnali. La salita di Bovine, tra Champex e Trient, è descritta come dolorosa da chi l'ha già affrontata; poco dopo, sulla Giète, una finisher racconta micro-sonnellini e allucinazioni al km 55.
La seconda metà del percorso — da Champex (56 km) a Vallorcine (87 km) — è giudicata da più resoconti "incredibilmente dura" nonostante un dislivello inferiore alla prima metà: tre salite-discese ravvicinate, seguite da una discesa fangosa dopo Vallorcine. L'ultimo tratto tecnico, tra Tête au Vent e la Flégère, arriva a fine notte: pietre e gradini alti quando le gambe sono già esaurite.
Gli errori che i finisher raccontano di più
- Correre malati. Un mal di gola ignorato alla partenza ha portato al ritiro a Champex-Lac (45,7 km) dopo malesseri ripetuti — nella stessa edizione, la più calda mai corsa secondo il suo autore.
- Sottovalutare la tecnica in discesa. Un finisher racconta di aver impiegato 3 ore per 5 km sulla salita della Giète, arrivando fuori tempo massimo a Trient — scarpe inadatte al fango, bastoncini usati come freno.
- Farsi travolgere dall'euforia a Champex-Lac. Un 19° classificato del 2024 racconta due ore di "vuoto" dopo essersi lasciato prendere dall'atmosfera del punto più festoso del percorso.
- Non testare l'alimentazione prima della gara. Un panino pane-formaggino troppo appiccicoso, una bevanda energetica che ha causato disturbi digestivi risolti solo cambiando gusto — entrambi scoperti in gara, non in allenamento.
- Posizionarsi troppo avanti in griglia. Chi si mette volontariamente in coda alla seconda onda, per evitare il sovraritmo delle prime salite, racconta di aver recuperato oltre 95 posizioni nella parte centrale della gara.
FAQ
Domande frequenti
Fonti di questa pagina
- https://montblanc.utmb.world/races-runners/runners/infos-pratiques
- https://gone.run/blogs/news/ccc-race-tips
- https://sportifamateur.com/utmb-recit-de-course-ccc-101km
- https://therunningdutchman.com/2024/utmb-ccc-the-race-where-everything-went-wrong/
- https://www.journaldutrail.com/ccc-2014.html
- https://www2.u-trail.com/le-recap-de-lutmb-lumiere-rouge-parcours-de-locc-assistance-et-drop-bags/
- https://lifeisasinecurve.com/2018/09/06/ccc-race-report-tough-love-at-trient/
- https://www.teesche.com/blog/ccc_the_not_so_little_sister_race_of_the_legendary_ultra_trail_du_mont_blanc
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