SciaccheTrail: l'ultra trail delle Cinque Terre
Scritto da Valter Sponza — alpinista, titolare di Climb Service (Trieste). Pubblicato il 22 luglio 2026
Lo SciaccheTrail attraversa il Parco Nazionale delle Cinque Terre da Riomaggiore a Monterosso al Mare: 101 km e 4.559 m D+ nel formato principale, su sentieri a picco sul mare, tra vigneti terrazzati e muretti a secco — un ultra trail costiero che non somiglia a nessun'altra gara italiana coperta da questo sito.
In sintesi
- 100K: 101 km, 4.559 m D+, partenza venerdì alle 22:00 da Riomaggiore, arrivo a Monterosso al Mare, tempo massimo 24 ore
- 47K: 47 km, 1.987 m D+, partenza da Monterosso al Mare
- Percorso all'interno del Parco Nazionale delle Cinque Terre: 90% sentiero, 5% sentiero EE (escursionisti esperti), 5% asfalto
- Massimo 100 iscritti al 100K — una delle ultra più esclusive per numero di partenti coperte da questo sito
100K e 47K: due modi di attraversare le Cinque Terre
Il formato principale, il 100K, misura ufficialmente 101,43 km con 4.559 m D+ (fonte: tracciato GPX ufficiale), quota massima 640 m — un profilo che alterna salite ripide e discese tecniche lungo l'intero arco costiero, senza mai allontanarsi troppo dal mare. Parte da Riomaggiore alle 22:00 di venerdì e arriva a Monterosso al Mare, in un'unica tappa, a velocità libera, entro 24 ore, in regime di semi-autosufficienza tra un ristoro e l'altro. Il 47K (46,62 km, 1.987 m D+, quota massima 748 m) parte da Monterosso al Mare ed è il formato d'ingresso al circuito, riservato — come il 100K — a un numero massimo di iscritti fissato dall'organizzazione.
Il percorso: sentieri, non solo panorama
Il regolamento ufficiale classifica il tracciato del 100K come 90% sentiero, 5% sentiero EE (Escursionisti Esperti — la classificazione CAI per i percorsi più impegnativi, con passaggi esposti o poco segnalati) e 5% asfalto o carrozzabile. Il percorso attraversa gli otto comuni del Parco Nazionale delle Cinque Terre — Riomaggiore, Vernazza, Monterosso al Mare, Levanto, Bonassola, Pignone, Beverino e Riccò del Golfo — passando dai sentieri panoramici a picco sul mare fino all'entroterra della Val di Vara, con un dislivello cumulato (4.559 m su 101 km) paragonabile a molte grandi ultra alpine di questo sito, ma su un terreno completamente diverso: calcare marino, muretti a secco, vigneti terrazzati invece di ghiaioni e nevai.
Un vino nel nome: le origini di SciaccheTrail
Il nome della gara viene dallo Sciacchetrà, il vino passito DOC (dal 1973) prodotto dalle uve Bosco, Albarola e Vermentino delle Cinque Terre — un prodotto di nicchia che può invecchiare per decenni, storicamente legato al territorio quanto i sentieri su cui corre la gara. L'organizzazione, la Polisportiva Cinque Terre (associazione sportiva dilettantistica), rivendica esplicitamente questo legame: la gara nasce come racconto del territorio — vino, sentieri e comunità locale — non solo come sfida sportiva. È un caso raro tra le ultra italiane in cui la storia della gara si sovrappone direttamente alla cultura enogastronomica del luogo.
Semi-autosufficienza e navigazione notturna
Il regolamento richiede esplicitamente ai concorrenti una conoscenza accurata della montagna: capacità di sostenere uno sforzo prolungato su terreno impervio, anche con meteo avverso; capacità di gestire il sonno e la corsa in orari notturni, dato lo start serale del 100K; capacità di lettura GPS e orientamento in montagna, anche di notte. Il materiale obbligatorio segue la stessa logica delle altre grandi ultra italiane — protezione impermeabile, riserve autonome tra i ristori — anche se il clima costiero ligure espone a rischi diversi da quelli di un colle a 3.000 m: caldo umido diurno più che freddo estremo, soprattutto sui tratti bassi vicino al mare.
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