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Cappello da trail running: casquette, buff e berretto termico

Scritto da Valter Sponzaalpinista, titolare di Climb Service (Trieste). Pubblicato il 9 agosto 2026 · Aggiornato il 1 settembre 2026

Sul trail alpino il copricapo cambia funzione più volte nella stessa gara: casquette contro il sole di mezzogiorno, buff multifunzione contro vento e polvere, berretto sottile per una partenza notturna a 2.000-3.000 m. Il criterio di scelta è la funzione del momento — non un capo unico buono per l'intera distanza.

corridore di trail running con cappellino tecnico su una cresta alpina soleggiata

Protezione dal sole in quota

In sintesi

  • Tre funzioni distinte in una sola gara — sole, vento/polvere, freddo pre-alba — e nessun capo di questa comparativa le copre tutte da solo
  • UPF (Ultraviolet Protection Factor) misura la protezione dai raggi UV di un tessuto: non va confuso con l'SPF delle creme solari, una scala diversa
  • Un buff multifunzione sostituisce fino a 3-4 accessori mono-uso — fascia, foulard, sottocasco — un risparmio di peso reale nello zaino da trail
  • La lana merino resiste agli odori su più giorni di gara meglio del sintetico, ma assorbe più acqua e asciuga più lentamente
  • Nessuno dei capi di questa pagina è materiale obbligatorio nei regolamenti UTMB standard: restano una scelta di comfort e sicurezza termica, non un requisito di gara

Perché il copricapo cambia funzione durante la gara

La partenza notturna delle grandi ultra alpine — le 23:00 della Lavaredo Ultra Trail, le notti a 3.000 m di settembre del Tor des Géants — impone un copricapo diverso da quello di mezzogiorno. In quota si perdono circa 0,65 °C ogni 100 m: un dislivello di 2.000 m in una singola gara equivale a un salto termico di circa 13 °C, prima ancora di contare vento e umidità (vedi sicurezza in montagna). Il copricapo giusto si sceglie per il momento della gara, non per l'intera distanza.

Cappellino: UPF e gestione del sudore

Definizione — UPF

UPF (Ultraviolet Protection Factor) — indica la frazione di raggi UV che un tessuto blocca, su una scala che arriva a UPF 50+ (oltre il 98% dei raggi bloccati). È una misura del tessuto, non della pelle: non va confusa con l'SPF (Sun Protection Factor) delle creme solari, una scala diversa pensata per i filtri applicati direttamente sulla pelle.

I criteri che contano per un cappellino da trail: UPF dichiarato (non tutti i produttori lo pubblicano), traspirabilità dei pannelli laterali, fascia antisudore interna e tenuta sotto la cinghia dello zaino idrico o il frontale notturno senza scivolare. Il peso conta meno che su altre voci del kit: pochi grammi di differenza non cambiano la gara.

Buff multifunzione: un capo per quattro usi

Definizione — buff multifunzione

Buff multifunzione — tubo di tessuto elastico senza cuciture che si indossa in più configurazioni (fascia, foulard, cache-cou, sottocasco, tubolare sopra naso e bocca) cambiando solo il modo in cui viene piegato. Il nome deriva dal marchio spagnolo Buff (Catalogna), che ha reso popolare il formato: oggi altri produttori vendono capi equivalenti con lo stesso principio, sotto altri nomi commerciali.

Un solo buff multifunzione sostituisce fascia antisudore, foulard antipolvere e sottocasco per il freddo — fino a 3-4 accessori mono-uso in un capo da meno di 40 g, un risparmio di peso reale nello zaino da trail obbligatorio a portarsi dietro per l'intera gara.

Berretto sottile: il freddo pre-alba

Il berretto sottile si sceglie per la partenza, non per la gara intera: va tolto e riposto nello zaino appena la temperatura sale, in genere dopo l'alba. Lana merino e sintetico restano gli stessi due compromessi già visti per lo strato termico — resistenza agli odori contro velocità di asciugatura, vedi abbigliamento a strati — applicati qui a un capo che pesa una frazione del secondo strato caldo obbligatorio.

I 5 copricapi da trail running: comparativa tecnica

La tabella confronta cinque capi realmente in commercio, di categoria e marchio diversi, selezionati tra i pochi che pubblicano un peso e una composizione verificabili in scheda tecnica. Il voto valuta la dotazione tecnica rispetto alla propria categoria — cappellino, buff e berretto non si confrontano sullo stesso criterio — mai un prezzo pubblicato su questa pagina.

#ModelloCategoriaPesoSpecifica chiaveVotoVerdetto
1Salomon XA CapCappellino40 gTessuto AdvancedSkin Shield 100% poliestere, fascia antisudore interna, chiusura a fibbia regolabile, visiera semirigida★★★★☆Il più regolabile dei tre cappellini (fibbia + elastico), ma senza UPF dichiarato in scheda tecnica.
2La Sportiva Flow CapCappellino45 g100% poliestere, banda Turbo Dry® anti-sudore, 5 pannelli, visiera semirigida lavabile★★★★☆Gestione del sudore frontale la più curata del gruppo, ma anch'essa senza UPF dichiarato.
3CimAlp 5 Panel CapCappellino47 g100% poliestere riciclato, ventilazione a rete, fascia antisudore interna integrata, UPF 40, regolazione posteriore★★★★☆Il più pesante dei tre cappellini ma l'unico con UPF dichiarato in scheda; vendita diretta online senza rete di rivenditori — un dato distributivo, non un giudizio di superiorità tecnica.
4Buff OriginalBuff multifunzione34 g (rivenditore indipendente; il produttore non pubblica il peso in scheda ufficiale)95% poliestere riciclato REPREVE®/5% elastan, UPF 50, oltre 12 configurazioni d'uso★★★★★L'unico capo del confronto che sostituisce da solo fascia, foulard e sottocasco: il miglior rapporto funzioni-peso per lo zaino da trail.
5Icebreaker Merino 200 Oasis BeanieBerretto37 g100% lana merino, tessuto 200 g/m², doppio strato alle orecchie★★★★☆Il più leggero dei cinque e l'unico in lana merino: resiste agli odori su più giorni ma asciuga più lentamente del sintetico.

Buff Original e Icebreaker Merino 200 Oasis Beanie coprono le due funzioni più critiche per un'ultra alpina — versatilità e freddo pre-alba — con il peso più basso del confronto. Tra i tre cappellini nessuno pubblica tutti gli stessi dati: Salomon e La Sportiva puntano su regolazione e gestione del sudore, mentre la CimAlp 5 Panel Cap — marchio francese fondato nel 1964, con radici nell'alpinismo — è l'unica a dichiarare un valore UPF in scheda tecnica, un criterio oggettivo di protezione solare più che un giudizio di qualità complessiva. Selezione editoriale indipendente, senza legami commerciali né partnership.

Come si integra nel resto del kit

Cappellino, buff e berretto non compaiono nell'elenco standard del materiale obbligatorio UTMB: restano una scelta di comfort e prevenzione, non un requisito verificato ai controlli. Vanno però testati con lo stesso criterio del resto del kit — mai indossati per la prima volta in gara — e riposti in una tasca dello zaino da trail accessibile senza fermarsi, per il cambio rapido tra un momento della gara e l'altro.

FAQ

Domande frequenti

L'UPF (Ultraviolet Protection Factor) misura la frazione di raggi UV bloccata da un tessuto, su una scala fino a UPF 50+. L'SPF misura invece la protezione di una crema solare applicata sulla pelle: sono due scale diverse, non intercambiabili.

Sì: lo stesso tubo di tessuto si indossa come fascia, foulard, cache-cou o sottocasco cambiando solo la piegatura, sostituendo fino a 3-4 capi mono-uso e riducendo il peso nello zaino.

Dipende dalla durata della gara: la lana merino resiste meglio agli odori su più giorni senza lavaggio, il sintetico asciuga più in fretta se si bagna di sudore o pioggia. Nessuno dei due è superiore in assoluto.

È un criterio utile ma non universale: nella comparativa di questa pagina solo uno dei tre cappellini dichiara un valore UPF, gli altri due puntano su regolazione e gestione del sudore senza pubblicare quel dato.

No: l'elenco standard UTMB impone giacca impermeabile, secondo strato caldo, frontali e coperta di sopravvivenza, non un copricapo specifico. Restano una scelta di comfort e sicurezza termica.

Per traspirabilità e peso (47 g) sì, con fascia anti-sudore integrata utile su sudorazione prolungata; resta comunque un solo criterio tra tanti, da valutare insieme al resto del kit come ogni altro cappellino di questa comparativa.

Tra 40 e 47 g nei tre modelli di questa comparativa: una differenza minima, che pesa meno della scelta tra UPF dichiarato e regolazione posteriore.

No: si toglie appena la temperatura sale, in genere dopo l'alba, e si ripone nello zaino. È pensato per la partenza fredda, non per l'intera distanza.

Fonti di questa pagina

Per approfondire